Sunday, January 29, 2006

Qualsiasi cosa vi dicano...2bis.

Mi sa che nel precedente post mi sono spiegato assai male. Riformulo brevemente.

Quello che non ha senso (senso logico, non dico morale, che va beh, ognuno ha le sue idee, ma strettamente logico) e' sostenere che le leggi di casa tua debbano valere fuori da casa tua. Una volta che sei una societa' cinese (con domio cinese, caratteri cinesi, dipendenti cinesi, etc) obbedisci alle leggi cinesi punto.

Il problema sono le leggi cinesi, non chi le osserva.

Sembra che andar in Cina per far soldi sia un crimine, mentre in realta' sono le leggi cinesi ad essere criminali.

Tu che vai in Cina per aiutare le nonnette ad attraversare la strada (una cosa lodevole a caso), non obbedisci forse alle leggi cinesi, anche quelle illiberali, antidemocratiche, eccetera? Certo che si, altrimenti di sbattono fuori (o dentro). Perche' chi ci va per far soldi dovrebbe essere piu' colpevole?

Fine della questione logica, inizio di quella morale:

Andiamo in Cina osservando leggi illiberali o non andiamo? Questa mi pare una domanda molto lecita. E la risposta di Andrew McLaughlin (il sottotitolo del suo blog, tra l'altro, recita "When in Rome, do as the Romanians do.") mi pare molto pertinente:

Filtering our search results clearly compromises our mission. Failing to offer Google search at all to a fifth of the world's population, however, does so far more severely.

Credo che tutti convengano che Google sia un'insostituibile fonte di informazioni, e non averlo mi pare peggio (ma di molto!) che averlo censurato. Rimango dell'idea che e' sempre meglio saper qualcosa, che non sapere niente. Opinione opinabile, ovviamente.

EDIT: un altro bell'articolo di qualcuno che la pensa come me. (a parte sul fatto che non siano li' per far soldi)
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