Tuesday, August 02, 2005

Ne vitam silentio transeant.

Ho il piacere di concatenare a questo blog un new-entry della blogosfera (se lo scrive Sofri... esiste), il blog della mia amica Cri, "...ne vitam silenzio transeant.".

Speriamo che la Cri continui a scrivere (scrive molto bene!) a lungo e che non mi stiri con la macchina, come stava cercando di fare ieri.

Tutti gli uomini che si preoccupano di essere superiori agli altri conviene che si sforzino con grande impegno a non vivere la vita nell'oblio (ne vitam silentio transeant) come la pecora, che la natura ha creato prona e schiava del ventre. La nostra forza è posta sia nell'animo e che nel corpo; dell'animo usiamo l'attitudine a comandare, del corpo piuttosto quella ad ubbidire; la prima l'abbiamo in comune con gli dei, la seconda con le bestie. Perciò mi sembra più giusto ricercare la gloria con le risorse dell'intelletto che con le forze fisiche e, poiché la stessa vita della quale godiamo è breve, rendere più duraturo possibile il nostro ricordo. Infatti la gloria delle ricchezze e della bellezza è fragile e passeggera, la virtù rimane eterna e splendente.

Peraltro c'è stata a lungo una grande disputa tra i mortali se la scienza militare trae maggiore beneficio dalla robustezza fisica o dalle doti intellettive. Infatti prima di cominciare una cosa occorre riflettere e, quando si è riflettuto, è necessario farla subito. Così l'uno e l'altro fattore di per sé deboli hanno bisogno dell'aiuto reciproco. [*]

 
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