Thursday, June 30, 2005

Le Giostre.

Ognuno ha il suo punto debole, il mio sono le giostre. Non ce la faccio, non ce la faccio ad andarci. Sono tutte li', luccicanti, truccate, su quei carrozzoni che davanti hanno i lustrini e dietro le calze stese ad asciugare. Con quei giostrai dalla faccia abbronzata che sorridono mentre cercano di ricordarsi il nome di tutti i loro quaranta figli. Che nel frattempo stanno ritirando i calzini ormai asciutti.

Non ce la faccio, non ce la faccio a passare in mezzo ai quindicisedicidiciassettediciottosessantenni del paese tirati a lucido, infighettati infiocchettati incipriati indolcegabbanati apposta per poter camminare degnamente sulla piazza del mercato, tra le roulotte e le luci al neon, tra i venditori di ciambelle zuccherose e quelli che fan finta di sparare alle lattine. Come se non si vedesse che sono dei loro.

Non ce la faccio, e' il mio punto debole. Mi si stringe il cuore e un po' lo stomaco, per cui e' davvero meglio che non vado.
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